Le cifre scandalo dei nostri musei statali. Troppi pochi visitatori, troppi pochi euro

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Con 110 milioni di euro di incasso, tutti i musei, monumenti, areee archeologiche statali italiani guadagnano meno del Louvre. E il fatturato complessivo dei servizi aggiuntivi è la metà di quanto introita da solo il Metropolitan

Quanto incassano complessivamente i musei, monumenti, aree archeologiche statali italiani? Il conto è presto detto: basta compulsare i dati del ministero dei Beni Culturali.
Nel 2011, a fronte di circa 40 milioni di visitatori, i 424 istituti statali (tra quelli a pagamento e quelli gratuiti) hanno realizzato circa 110 milioni di euro lordi (al lordo dell’eventuale aggio spettante al concessionario del servizio biglietteria, ove presente).
Il prezzo medio del biglietto, come si può dedurre, è meno di 3 euro. Infatti più della metà dei visitatori è non pagante (circa 23 milioni su 40): in Piemonte, per esempio, risultano 900mila non paganti e 500mila paganti; in Lombardia 600mila non paganti su 1 milione e 300mila complessivo; in Emilia Romagna 600mila non paganti su 800mila; in Toscana addirittura 2 milioni di visitatori non paganti; nel Lazio 11 milioni di visitatori non paganti su un complessivo di 17 milioni; in Campania 3 milioni non paganti su 6; in Calabria 150mila visitatori non paganti su un totale di 170mila e così via.

Dai dati scomposti si ricavano altre notizie interessanti: che i mesi più proficui dal punto di vista dei ricavi sono quelli estivi, segno che i turisti contribuiscono alle casse dei nostri beni culturali; che i mesi in cui c’è più alto numero di visitatori e contestualmente il più alto numero di visitatori non paganti sono invece aprile e maggio, per via delle gite scolastiche.

Curioso poi spulciare i risultati dei singoli istituti. Tralasciando quelli gratuiti, alcuni musei e specialmente alcune aree archeologiche totalizzano introiti di poche migliaia di euro (dai 5 ai 20mila euro). Pompei a fronte di 2milioni e 300 mila visitatori incassa circa 17milioni di euro, mentre pur vantando capolavori assoluti, la Pinacoteca Nazionale di Ferrara appena 21mila euro, il Museo Estense di Modena 19mila euro, il Museo Nazionale di Ravenna 39mila euro, la Pinacoteca Nazionale di Bologna 57mila euro.
La Galleria Borghese, il più bel museo al mondo (Bernini, Caravaggio, Antonello da Messina, Canova, Tiziano, Raffaello…) totalizza 2 milioni di incassi per 500mila visitatori. La Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea di Roma appena 163mila euro per 44mila paganti (nella collezione vanta da Modigliani a Klimt, passando per Canova). La Pinacoteca di Brera (con Mantegna, Caravaggio, Raffaello, ma anche Modigliani…) 745mila euro. A Torino, la Galleria Sabauda 52mila euro, e Palazzo Reale 406mila. A Firenze il museo Bargello (lo scrigno mondiale della scultura rinascimentale con Michelangelo e Cellini) 433mila euro. A Venezia Ca’ d’Oro (con Mantegna) 230mila euro. Nel 2008, ultimo dato complessivo consultabile, poi il museo fu chiuso per restauri, l’Archeologico di Reggio Calabria (dove sono custoditi i Bronzi di Riace l’opera d’arte più conosciuta nel globo) incassava 190mila euro (meno di una pizzeria).
Da notare che i top 20, tra gli istituti statali, hanno incassato nel 2011 94 milioni di euro su 110 milioni di incasso complessivo, lasciando agli altri 400 istituti le briciole.

Al dato complessivo 2011 (110milioni di euro di biglietteria) vanno sommati gli introiti dei servizi aggiunti (bar, bookshop, visite guidate…) che sono, per l’anno stimato, circa 44 milioni di euro (con 9 milioni di scontrini) di cui 6 milioni di euro entrati nelle casse delle Sovrintendenze: nello specifico 4milioni e 300mila euro per le audioguide, 17 milioni per il bookshop, 7 milioni di caffetteria, 10 milioni di prevendita, 2 milioni di servizio ristorante, 3 milioni di visite guidate. I dati dei servizi aggiuntivi rapportati al 2010 indicano una flessione per la quota bookshop e gadget circa del 10% in termini di fatturato, e per la quota visite guidate una flessione addirittura del 15%.

Le considerazioni che si possono fare partendo da questi dati sono molte e quasi tutte negative. Come ha ricordato Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, tutti i musei statali italiani incassano meno del Louvre di Parigi. Aggiungiamo che tutti i musei italiani fatturano in termini di servizi aggiuntivi meno della metà di quanto riesce al Metropolitan di New York.

1 Commento
  1. 3 anni ago
    Barbara Putzolu

    Sapreste indicare in maniera più specifica in quali musei e siti archeologici esiste il “concessionario del servizio di biglietteria” e quanto questo concessionario prenda in percentuale dell’incasso dei biglietti? E quanti “concessionari” esistono in Italia?? Perché trovo l’articolo interessante, ma questo e’ un dato essenziale che non capisco come mai manchi.

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